Suoni e Colori: Policromie corali

È giunta alla VI edizione, la Stagione musicale Suoni e Colori. Dopo il grande successo delle cinque edizioni precedenti la direttrice artistica Silvia Biasini ha pensato ad una stagione nuova e ricca di policromie: 5 eventi, 5 formazioni corali, 3 luoghi, tutti con peculiarità ben distinte.

L’unicità della stagione risiede nel fatto che in tutti i concerti viene data centralità alla voce umana nel contesto corale così come si è evoluta nel corso della storia. Il lavoro di continua ricerca critico e scrupoloso effettuato dalla direzione artistica, rende il programma di questa stagione estremamente particolare: le opere in programma insolite e di alto spessore permettono la fruibilità della cultura anche al pubblico meno esperto, ma curioso.

Una grande novità della VI edizione è la collaborazione con il Conservatorio B. Maderna di Cesena, l’ensemble Armonie Bizantine di Ravenna, la cooperativa Emilia Romagna Concerti, la Corale Discàntica di Marcaria (MN) e l’Accademia Corale Teleion di Poggio Rusco (MN).

Il progetto denota come sempre una grande valenza sociale, ‘concerti per tutti’, grandi e piccini, addetti ai lavori e non. Alla guida di tutto c’è sempre l’Accademia MusiCæsena e il direttore artistico Silvia Biasini che ha da anni il compito di formare, coordinare e dirigere il coro cesenate, il Gruppo Vocale di recente formazione e il coro di voci bianche InCoro: formazioni che stanno conoscendo successi sempre crescenti dentro e fuori il territorio, e saranno anche quest’anno vere protagoniste della Stagione di Suoni e Colori.

Le location scelte in base alla tipologia dei concerti, saranno le Chiese di S. Domenico e S. Egidio per i repertori sacri e Palazzo Ghini per quelli profani.

Pathos, talento, emozione: gli elementi per fare breccia nel cuore del pubblico non mancano.

Grazie all’impegno di tutti, ognuna delle serate della Rassegna sarà anche quest’anno ad ingresso gratuito, in linea con l’idea originaria di questo progetto, che vuol essere aperto al pubblico, libero e fruibile, come la Cultura stessa, del resto, dovrebbe essere.

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